Arcola - San Nicolò
Chi percorre le
strette e tortuose vie del paese, disposte a semicerchio attorno al castello, sente
passare sull'animo la sensazione quasi nostalgica di un passato di
avventure e di lotte; ed ancora pare che risuonino sui vicoli selciati
di pietre, nascosti tra le case nere ammonticchiate, i passi pesanti
dei novelli conquistatori, mentre dagli antri cavernosi, sotto i volti
scuri ed infidi, delle rovine abbandonate echeggia il grido ribelle di
riscossa che il vinto signore affidava, nell'ultimo addio, alla torre
fedele.
Un'ampia scala,
divisa in due rampate, discende dal castello alla piazza della chiesa
parrocchiale di S. Niccolò.

La
chiesa di S. Niccolò non si annovera fra le antiche filiali
della pieve, ma fu propriamente la cappella castrense degli Obertenghi
sottoposta all'Abbazia di S. Venerio del Tino a cui la riconoscono
alcuni benefici papali.
Doveva
esistere da
gran tempo, innanzi al 1128, quando ne abbiamo la prima notizia; pochi
anni dopo, nel 1135, fu ceduta dall’Abate Giovanni, per l'officiatura
ordinaria, alla pieve di S. Stefano.
L'edificio primario
corrisponde all'attuale cappella seminterrata di S. Bernardino, su cui
poggia la moderna parrocchiale, costruita forse nei primi del
Cinquecento e più volte rimaneggiata in età barocca:
è una piccola aula ad unica nave con l'abside semicircolare
incluso nel muro rettilineo, vetusto modello d'origine siriaca di cui
abbiamo il primo esempio nella chiesa di S Pietro in Porto Venere; la
muratura in calce e coccio pesto è simile a quella della Torre
Obertenga e le parti antiche che ne rimangono vestono il brillante
apparato bicromo pisano.
La chiesa superiore ha
un polittico marmoreo d'artista locale datato l'anno 1503, riflettente,
in più dimesso accento, le creazioni dei maestri versiliesi
operanti a Sarzana nel precedente secolo.
<<<Indietro
© Agenzia Immobiliare Riviera